Trattenimento V. 6 t
che si lascian vedere, sono senz’armi, e sen-za difese sufficienti ; altri canta apprestan-do 1’ aratro ; altri prova il suo zufolo o lasua cornamusa , corcato su 1’ erba apprestoal suo cane, che tiene al guinzaglio : il viag-giatore seguita la sua strada con piena in-differenza , senza alcuna cattiva intenzio-ne ,senza provocare chicchessia a battaglia.Ciò non ostante tutti quésti animali fi riti-ran ne’boschi, si ne’paesi dove non si cac-cia, come in quelli che son frequentati da’cacciatori, Non è dunque lo spavento che liraccolga, e li ricacci ne’ boschi. Se temes-sero , fuggirebbono con precipizio . Chi èche qui non ravvisi l’opera della Previden-za, che sottomette ali’uomo tutte le cose?Ella lo ha trattato come il Signore ed il pro-prietario dell’abitazione che gli ha assegna-ta. Perciò quand’ei vuol uscire, e visitar isuoi fondi, gli animali selvaggi che lo deb-bon servire , senza comparirgli dinanzi , esenza recargli molestia , gli lasciano il luo-go libero: e benché sia loro più facile tro-var pastura nella campagna il giorno, chelanotte , l’Aurora che v’introduce l’uomo, av-visa le fiere che ivi non compariscano. Egli-no conoscono fora ed il cenno, s’allontana-no, e ubidiscono con rispetto . Una manopostème li scaccia, loro mal grado , nel fon-do delle selve; e il Re della terra non vedepiù alcuna cosa, che posta sturbare il suo la-voro, o impedire la sua libertà.
Gli animali domestici, e tutti quelli chevivono appresto di lui, trattano reciproca-mente con discrezione i selvaggi. Non van-no
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