Band 
Tomo settimo.
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II ven-to e larugiadamattu-tina.

fa V Aurora,

no già senzordine a sturbarli nelle loro so» nireste: e più tosto di sallontanano con una piicerta prudenza , e sentono il pericolo che cor» ®rerebbono con troppo avvicinarvi!! . Tutti jiiconoscono il proprio distretto: tutti si rin- ti;chiudono e stanno dentro quella porzione che ::devono abitare. Da questo beli ordine, incui noi non abbiam niuna parte, risultano 3mille e mille vantaggi, che non son per al» jijjtri che per noi, : t:

Secondo che sorge più alto lAurora, noi ,atriceviamo da lei nuovi e diversi benefici . j 0 tPer tutta la precedente giornata il Sole aveadetratte alle campagne , ed alla superfizie lalidell'acque, quantità di bollicelle dacqua e | 5l ;d aria rarefatta , e le avea cacciate molto i : ilungi dalla terra. Quelle che se neran parti- mte P ultime , eran quasi subito cadute in terra Mdi nuovo, al ritirarsi del Sole, ed al sottrar- ysi del suo calore. Nella loro caduta s erano )ctriunite, ed avean formata quella prima fre- ^schezza notturna, che s appella sereno. Ma Mtutte le altre stille, che nel lungo tratto del avean travalicata Paria più grossa, e s ^eran messe in equilibrio cogli ultimi di leistrati in una region superiore, veran rima- ^ste sospese nella calma della notte. AH'ap- ' , a!prosfimarsi del Sole i primi strali del suo ca- ;; j

lore, venendo a farsi sentire nelP aria raffred- : » :

data e condensata , la dilatano necessaria- S jniente, Una massa d'aria dilatata dal caldo, -zne spigne unaltra, che trova la resistenza lj tI.della terza, e così via via Paria si muove, !.§e questa emozione si cangia in un vento , |j,

ora dolce e modesto, ora gagliardo e pene- :£

iran-