II ven-to e larugiadamattu-tina.
fa V Aurora,
no già senz’ordine a sturbarli nelle loro so» nireste: e più tosto di là s’allontanano con una piicerta prudenza , e sentono il pericolo che cor» ®rerebbono con troppo avvicinarvi!! . Tutti jiiconoscono il proprio distretto: tutti si rin- ti;chiudono e stanno dentro quella porzione che ::devono abitare. Da questo beli’ ordine, incui noi non abbiam niuna parte, risultano 3mille e mille vantaggi, che non son per al» jijjtri che per noi, : t:
Secondo che sorge più alto l’Aurora, noi ,atriceviamo da lei nuovi e diversi benefici . j 0 tPer tutta la precedente giornata il Sole aveadetratte alle campagne , ed alla superfizie lalidell'acque, quantità di bollicelle d’acqua e | 5l ;d’ aria rarefatta , e le avea cacciate molto i : ilungi dalla terra. Quelle che se n’eran parti- mte P ultime , eran quasi subito cadute in terra Mdi nuovo, al ritirarsi del Sole, ed al sottrar- ysi del suo calore. Nella loro caduta s’ erano )ctriunite, ed avean formata quella prima fre- ^schezza notturna, che s‘ appella sereno. Ma Mtutte le altre stille, che nel lungo tratto deldì avean travalicata Paria più grossa, e s’ ^eran messe in equilibrio cogli ultimi di leistrati in una region superiore, v’eran rima- ^ste sospese nella calma della notte. AH'ap- ' , a!prosfimarsi del Sole i primi strali del suo ca- ;; j
lore, venendo a farsi sentire nelP aria raffred- : » :
data e condensata , la dilatano necessaria- S jniente, Una massa d'aria dilatata dal caldo, -zne spigne un’altra, che trova la resistenza lj tI.della terza, e così via via Paria si muove, !.§e questa emozione si cangia in un vento , |j,
ora dolce e modesto, ora gagliardo e pene- :£■
iran-