L a Luce.
se diverse, delle quali l’una segue l’altra. Làmedesima sensazione può in noi sussistere neisonno, anche indepetidentemente dalle impres-sioni esterne. Di questa dunqtle non si favella;ma le nostre ricerche versano unicamente cir-ca la luce cofporeâ , circa quella sostanza , chepercuote i nostri occhi, ed alla cui impressio-ne sussegue in noi un’altra, ond 1 è l’anima af-fetta , ed avvertita della presenza , della dispo-sizione , e della figura degli oggetti. lo per meCredo, che le nostre cognizioni presenti nongiungano ali’intimo recesso, nè di quella luceonde muove Iddio la nostr’anima , nè di quellache tocca ed affeziona i nostri occhi . Nulla-dimeno siccome Dio fi contenta di farci cono-scere almen per sentimento moltiffime veritàcirca la natura dell’anima nostra, e circa le dilei affezioni, tenendoci il resto celato; cosi alui piace ancora di darci contezza almeno inparte delfartificio , col quale fa agire per noila luce esteriore. Raccogliamo dunque còti avi-dità tutto quello che qi è già permesso di saper-ne. La nostra vera felicità, anche in questa vi-ta, èildivenirgrati , a misura che acquistiamocognizioni, e che più chiaro veggiamonellevie di Dio. Che sarà poi quando vedremo lalu*ce nel seno della luce medesima?
Se vogliam considerare la luce, nella manie-ra più semplice, e più conforme alla Scrittu-ra , alla tradizione della creazione, alla ragio-ne ed all’esperienza , dobbiam considerarla co-me un fluido intermedio, che non solamentefi estende dal Sole sino a noi, ma riempie ge-neralmente tutto l'universo, e che senza mu-tar luogo o trasportarsi, trasmette mercé d’
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