La Luce.
Questa spiegazione congetturale sopra ìa ha Stura della luce, è, a mio credere, tanto piùdegna di plauso, quanto che ella è fondata so-pfa l’uniformità che Dio tiene nell’azione ditutti i fluidi : ella è di più coerente àgli effettidella Luce; e secondo me, niiin’altra è più at-ta a rettificare gli abbagli , ne’qualicadiamoquali tutti intorno alla natura di questo mira-bile elemento.
Nella nostra fanciullezza abbiam presa un’idea falsa della Luce , e duriam fatica a rifor-marla in un'età piùniatura* Essendo che noiveggiartio gli oggetti senza ravvisare cosa al-cuna fra essi e noi , tutto lo spaziò che da essici separa, ci pare un gran vuoto, e ci figuria-mo che gli occhi nostri abbiano per se stesti laVirtù divedere quanto ci è dinanzi, nèchevilìâ alcun corpo che si sospinga d’in su gli ogget-ti verso gli occhi ; Molto meno npi sospettia-mo che cotesto spazio sia ripieno d’una sostan-za sì mobile che si rifletta dàlia superfizie dicadaun oggetto verso tutti gli occhi che S 1 ri-guardano, si sottile che li penetri j e distribui-ta con tale regolarità nel suo ingressc/nell'oc-chio, che formi in esso una pittura < Mà av-vegnaché quest' errore non abbia conseguenzedi momento, non essendo intenzione di chiha fatta la Luce che ciascun di noi n’ esaminila natura, ma che ce ne serviamo con gratitu-dine ; nulladimeno se ci metteremo a far ladisamina delle nostre prime oppifiioni , e agiudicare di tutto più sanamente che potremo,non ci mancheran mille modi di correggerequest'innocente abbaglio.
Naturalmente affatto, e senza riflessione al-cuna ,