Band 
Tomo settimo.
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103
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* e la disposizione depori è la stessa. La fles-V lìon delia luce sarà anchdiala stessa, (ino aliK1( altra estremità, donde ella potrà uscire sensibìl-|E * mente.

F Mase il corpo, in cui entra la luce, ècom-I* 3 posto di parti molto dissomigliami, come dià lamine o strati di rena, di loto, dolio , di fuo-co, di sale, edaria; essendo i palloncini e less lamette di q uesti dementi duna varia densità,»' e di differenti giaciture , la luce vi si riflette, eF si piega con molta diversità .

A>- Ella devia dalla perpendicolare entrando intu una particella daria; sprofonda verso la; per-® pendicolare , entrando in una lametta di sale .

Le differenti obbliquità delle superfizie, nelle' o quali ella entra, sono una nuova cagione delieiJtJ! tortuosità e dellimminuzioni, cheìla patisce.:p Basta eziandio , che un corpo sia foracchiato da! v una gran quantità di buchi per ogni verso, per-ire chè egli ceffi dessere trasparente. Le gemmecc perdono la loro trasparenza ad un gran fuoco,;;; che le foracchia, perché la luce soffre quiviet: troppe riflessioni, e troppi deviamenti, sopraisc tante nuove superfizie diversamente inclinate;». dal che avviene chella non può passare unifor-mi' mentente per mezzo,e giungere ali'occhio dei-sti lo Spettatore.

:;r; Lopacità primieramente dunque nasce daldisordine delle riflessioni e diversioni della lu-ce , cagionato dalla troppo grande diversità depori. Voi navere un esempio assai tritone! car-iai» bone, dove il fuoco sè aperti desentieri a mi-ji< gliaja e migliaia, resi sensibili col microscòpio .E II carbone ammette dentro di molto più dijjs luce, che nonaammette il diamante : ma as-si G 4 sorbi-