Tra t TEN I MENTO Vili. 125
*:» ond’egli corona il Sole, e tutta generalmente
H" Ja gloria de’Cieli,
% ti. Ma benché abbia posto Iddio così aggiu-nsi state proporzioni fra la struttura della luce edel nostr occhio , per farci aver relazione econnessione con tutto l’Universo, noisarem-à mo tuttavia nell’ oscurità e in un vero caos, se'à il medesimo Iddio non creaste in noi ad ognit! - istante della nostra vita un ordine di senti-li menti, da lui destinati ad informarci regolar-ci'. mente di tutto quello che ne circonda. Lalu-Nâ ce, 1’ occhio , e le nostre sensazioni , sonop; dunque opera della siesta mano , e della stessaicot volontà. Se gli animali hanno qualche parteili» ne' predetti vantaggi , onde 1’ Uom gode ,*avendovi io dimostrato che appunto per solie-)£; var noi da molte cure o disturbi, sono essi sta-ffili! ti proveduti di sentimenti atti a guidarli ; e:;r che vivono e vedono per noi ; per questo stellodebbe ravvivarsi la nostra gratitudine, veden-ti; do noi forniti i nostri domestici di quegli ajutinb che gli abilitano ameglio servirci; né ciò do-hcip vrà mai concitarne invidia. L’importante ve-nia rità, che qui si presenta, dietro a tante mara-mi. viglie, è questa, che noi sperimentiamo ogno-fe ra nel Cielo, su la terra, e dentro di noi l’a-it::; zioned’una Sapienza, che pare sia occupataLì.;:: nel governarci, e che si compiaccia d’esser con
noi.
;t:: La luce mandata d’in sovr'un albero e piega-ti;,: ta ne’miei occhi, può scuoterli, ed agitarli,
di:; è vero ,->ma ella vi delinea due immagini, ed
iff-, io non vedo che un albero. Vi delinea una im-
,(îi. tnagine rovesciata , ed io veggo l’albero in una
A situazione diritta : ella mi dipinge nell' oc-
chio