Tratteniménîo Vili. tvf
'e di sei linee, oche!’anima mia per un mezzo
>4' d’un organo non più grande ci' un mezzo polli-
ofÉ ce, veda otto o dieci leghe quadrate, e disser* t
ifî na la bellezza, la forma, le situazioni, ele
OS: distanze d'un millione d’oggetti dispersi sopra
Sk cotesta pianura , egli é un mistero in accesisi hi*
K! le a tutti i nostri raziocini. Questa azione, diit.ù cui favelliamo, sarà corpòrea, o spirituale)bui,: una delle due. Suppongasi tal qual si vuole,
Ima egualmente ella supera la nostra ragioneeli’ èà un abisso impenetrabile : ma è una verità, edilo, 1 ; un fatto certissimo. Quel eh’io ne posso capi-Dio; re, e che per me è assai, si è primieramenteititi che potendo Dio solo operare in me questa ma-à raviglia, io risento di continuo gli effetti delladin sua bontà ,■ in secondo luogo, che nella natu-rfoiis ra, come nella Religione, egli vuole bensìla» concedermi Tufo eia comunicazione di certi!,«! beni , e di certe verità , ma non per anchejb; svelarmene il fon do e la natura ; e finalmente,r; che chiunque disputa contro verità appienoil:; provate ed attestate , con allegare che non s’in*tendono, è irragionevole, non meno di quelape che sarebbe un di noi due, se dicessimo-■ at-M tualmente io non veggo Parigi, nè i suoi carn-ai panili, perché non comprendo, come effend’c è. io cosi picciolo, possa avere il sentimento rea-gii* le d’una si grande estesa. GÌ’ increduli s'arma-p :i no e si cuopronocol principio della Filosofia! $ moderna, ch’è di non ammettere se non quel-iti lo che si conosce chiaramente. Dicano dun-(siâs que, mentre aprono gli occhi alla Luce : lol je , non veggo cosa alcuna , perocché non concepì-Jliîfr f co come fi possa vedere.
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