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cede di fuori. La luce che arriva dagli oggettiimo a noi , non è altro che un âdunamentodicorpicelii, che al più al più possono urtare di-versamente gli occhi nolìri, e quella o quellaimpressione non è, o non pare atta a causarepiù il sentimento del giallo, che del violato,lo veggo qui vi ujnordine totalmente libero , einclino à pensare, che queste percezioni sì re-golari (ieno opera d’un Essere onnipotente,chele ha stabilite, e ce le fa provare uniformemen-te, per istruirci di quanto ci appartiene, ec’importa, Oquanto mi muove e mi rapisce unatal verità/ ed oh quanto ella giova a tenerminella presenza di colui, che a me si comunicaper via di un 1 intima azione , per mezzo d’av-viti, e di benefizi perpetui! Ora questa rive-lazion , che ci fa Dio continuamente di tuttosordine della natura mercé il minislerode’no-stri lenii, ci è divenuta cosi familiare , che noinon ne conosciamo l’autore . E ci lamentia-mo del suo silenzio, o della sua lontananza,mentre riceviamo da lui ed in lui le nostre sen-sazioni, e i nostri movimenti , e l’esser no-* lni .P[ 0 i\ro. *
rtovemur sei colori che ci toccano immediatamen-&sumus. te ì altro non sono che Dazione di Dio chèliAct. 17. diversifica in noi alla presenza de corpi, onde28, siam circondati, si pud adesso cercare, quaifieno nella naturagli accidenti e le scosse,col-la cui presenza ha Dio connessi i sentimenti,onde affeziona l’anima nostra . Se troveremche quello che dà occasione, percotendo gliocchi, al sentimento del color rosso, è unacosa costante, e diversa da ciò che sa sopra dinoi l’impressione del verde ; potrem senza