Trattenimento IX. 133
che dormendo noi proviamo le medesime sen-sazioni , i medesimi odori, i medesimi sapo-ri, i medesimi colori , benché non vi sienopiù esternamente oggetti , che eccitino questesensazioni. Né varrebbe dire, che sono avan-zi de' sentimenti , che abbiamo provati , eche si rinnovano in noi ; o che un’ emozioneche rimane ancora , e che si tramischia con al-tre nel celabro , tira dietro a sèil sentimentoche l’é connesso. Sia come si voglia , egli è pe-rò cerco che la realità di questo sentimento è lastessa nel sonno che nella vigilia. Noi vediamoallora gli stelli colori, gli stessi oggetti, e col-le stesse distanze. Solo un essere infinitamentepotente, e intimamente presente per tutto,può cagionare così, e creare d’ognora in noitutti cotesti sentimenti, cosi regolari, che cilegano a quanto n è d’intorno. E siccome i mo-vimenti che muovon di sito e trasportano i cor-pi, sono un ordine secondo il quale Dio operaìu' corpi, in guisa che i diversi gradi di questomovimento non sono mai altro che l’azion e diDio diversificata, - i sentimenti altresì che af-kzionano la nostra anima, fono un ordine fe-condo il quale opera Dio sopra T ani ma nostra ;e tutte le diversità di sapori, d’odori, di suo-ni , di colori, tutte in una parola le nostre sen-sazioni non son altro che l’azione di Dio sopradi noi, diversificata secondo i nostri bisogni .
Non passiamo troppo di leggieri sopra questaverità, a convincerne della quale ogni cosa ciaiuta. I corpi onde siam circondati , non ven-gono già a posarsi su l’anima nostra,_ e questanon esce per andare a spargersi esteriormentefra gli oggetti, ed aver contezza di ciò che sue-I 3 cede