TR ATT ENI MENTO IX. IZY»
gura sopra la tela. Inoltrate un po’innanzi ilfilo, e subito il rosso ritorna a comparire,e più.non lì mostra il cedrato. V oi farete così a vostrotalento successivamente perire e rinascere que-sti due colori. Non sono dunque i mezzi, perove passano i raggi, che dieno loro divedi co-lori: mai mezzi, e tutti i corpi ricevon que-sti colori dai raggi medetìmi, i quali hannotutti una natura propria , e immutabile. AC-ficuratevene ancora meglio : fermate cotestamassa di raggi che traversano la vostra stanza »con opporvi un cartonnero forato con un pic-colo buco ; per questo buco ricevete unicamen-te il raggio rosso, che avete se parato dagli al-tri per mezzo del prisma ; questi anderà a de-lineare una piccola macchia rossa sulla cela op-posta. Fate passare quest’unico raggio per unsecondo, per un terzo, e per un quarto pri-sma , per un vetro giallo, per un vetro ceru-leo , averete sempre una macchia rossa. Se ri-ceverete parimenti un raggio ceruleo, rinta-nerà tale in tutti i mezzi, ne’ quai l’introdur-rete, e in tutte le prove alle quali il mettere-te.
I raggi hanno dunque nella luce corporaleun colore, od una costituzione , che loro èpropria. In secondo luogo hanno ciascuno illoro grado di rifrangìbìlith , cioè di facilità apiegarsi. Hanno finalmente una terza proprie-tà, ed è questa; che il più facile a piegare odeviare nel vetro, è ancóra il più facile ed il piùpronto a riflettersi, quando arriva alla superfi-zie d’aria che tocca la parte posteriore del ve-tro . Quelli che hanno le maggiori rifrazioni,
sono