143 I Colori.
fila composte anch’efle di altri filetti incompa- orabiimente più tenui e più sottili.Per questa sua vdisposizione egli si trova atto nato a riflettere fa
tutti i raggi della luce, lo che gli dà il color fa
bianco. Ma appoco appoco vi s’attacca la poi- 5Ivere, una goccia d’olio vi cade sopra in un luo- »go, un altro liquore in un altro, ecco delle pnuove laminette ne’ pori della lana , donde Aprovengono delle riflessioni di certi raggi, che iessendo quivi unici e solitari, v’interrompono «la bianchezza, e formano una macchia, per aiessersi rotta l’uniformità . Si purga questo pan. 0no, si netta da coteste estranee laminette: se faigli vedrà la sua bianchezza. Mettasi questo »istesso panno in tintura, per dargli un nuovo Wcolore : come si farà ! Tutta Parte del Tinto- ,-xre riducesi ad empire calcatamente tutti i pori «di cotesto panno, con particelle distaccate 0 adi cocciniglia, o di grana, o di quaich’altra àmateriad’ostictna. La moltitudine delle nuo-ve laminette che vi s’insinuano, e che trovasi Mil secreto d'attaccarvi e sissarvi colf ajuto dell' . Mallume, è tanta che tutta la su persi zie e l’irne- ^
rior del panno tramutansi . Ed essendo tutte a dcoteste laminette d' una struttura uniforme, ^atte ad ammettere ne' loro pori ogni fatta di «<raggi, ad eccezione per esempio de’rolli, al- ;®Iora il panno non riflette se non il ro'so , e in Gliun certo grado di forza, o con una mescolan-za di violetto od’altre tinture, laràun rosso gj,scarlatto, un rosso chermisi, ciriegia , rosa, !rtincarnatino, o qual altro si vorrà. E 1 vero che ; 0( jrestan sempre in questo panno alcune lamine j||atte a riflettere de’ raggi verdi, de’ raggi az- ^zurri, od altri ; tanto che, se su lo scarlatto
osul
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