Trattenimento XI. 175
ferisce nella mano di Dio, se non per favillimifini della di lui Providenza.
Sono tanto ordinar) e giornalieri i servigiche ci presta il fuoco, che niuno può ignorar-li . Ma non basta conoscerli d’ una manieraconfusa e generale. Andiam tratto tratto esa-minando le operazioni di questo mirabileagente. Sarem maravigliati in vedere la di-versità delle forme eh' egli prende per giovarci,e le colleganze eh’ egli fa ad ora ad ora per sup-plire a’nostri bisogni , bene spesso senza la-sciarsi vedere.
L’azione del fuoco ora è ajutata ed accelera-ta , ora è ritenuta e imbrigliata dall’aria , dall’acqua, dall'olio, e dal sale.
Darla è tra tutti gli elementi quello,di cui ilfuoco possa meno far lenza. L’aria, è vero, notidà l’essere e il nascimento al fuoco, ma ne aiu-ta fazione, e Io fa comparire dove era senzaesser veduto. Il fuoco entra nella composizio-ne di tutti i corpi terrestri, permea ne'loro po-ri , e può con essi corpi essere trasportato. Ma5'egli non apparisce ne’corpi eh’ ei riscalda, onell’aria dove soggiorna, la cagione si è, per-che ivi è disperso, e quali equilibrato , ed inuna quantità , che nol rende bastevolmenteattivo, sicché faccia spavento. Se in cotesticorpi non risplende, se non è veduto, ciò si è,perché la luce non ha ordine di mostrarcelo lenon quando egli è irritato e periglioso.
Ei divien tale o col crescere dell 1 sua quanti-tà , o coll’ aumentarsi della sua velocità. To-lto che egli è ammassato o accelerato in qual-che luogo a segno di dilatar l’aria circonvicina,e di scomporne l'equilibrio, quest’ aria mede-sima