178 II Luogo del Fuoco.
stendervi prontamente un drappo ammollato , âche colla pienezza de’ suoi pori chiuderà il (l
passaggio ali’ aria, pronta â ridursi colà. Si e
pretende, ma io non voglio esserne malleva- »dorè, che uno sparo d’archibugio dirizzato al ®fuoco del cammino disgreghi 1’aria con tanta tiviolenza verso le parti iniettori, che il fuoco hsi estende e si disperde più presto di quel che 1' à
aria scacciata e compressa ritorni. Si fa che il i*
fuoco, appiccatosi in una cava, abbandonile »!materie combustibili eh’ei divorava, e si di-sperga lungo le pareti, con impedire a forza «di paglia fresca l’ingrestò dell’ aria esterna ne' 1»spiragli. E'stato molte fiate represso il fuoco, ci.che metteva in fiamme una stanza intera,' con fuintrodurvi un barile pieno d’acqua , nel di cui àmezzo o centro era sospesa una scatola piena !»di polvere da schioppo. Il fuoco d’una miccia krsolferà ta, che si conduce attraverso dell’acqua larfino alla polvere per mezzo d’un lungo tubo di ti»latta, appena v’è arrivato, che la polvere ac- talcesa scaccia con violenza l’acqua e 1' aria am- inbiente. Cotest’aria scacciata e compressa non nisi rimette e non ritorna nel suo luogo, se non fiquando il fuoco è già disperso, mancandogli àun involucro che lo contenga . Forse anche F «acqua in simil caso n’assorbisce una parte , on- ilde il rimanente perde ogni suo potere. fi
Siam presi dalla maraviglia in vedere che a»dall’istessa nuvola fi spicchi un fuoco violento thche consuma ogni cosa che incontra, e piova- 111no grandini d’una durezza capace di resistere, riiprima che disfarsi, molti e molti giorni . To- te
sto che il fuoco degli olj e del solfo nell'aria m
viene ad accendere coteste materie colla sua fa
acce-