i8o II Luogo del Fuoco.'
A fin di procacciare quesl'aria nuova sì ne.cessaria, si tiene il tubo, olà canna de’cam- ,mini sufficientemente larga, per contenere da -un canto la colonna di fumo che il fuoco man- !da su, edall’altro una colonna d’aria che di- iscende. E per meglio ancora assicurarsi del ri- cflusso dell’ aria esteriore, si accomoda talvolta anel muro vicino un cannone di latta, che pos- tsa per uno de’ suoi capi ricevere l’aria esterna, i
e per 1* altro portarla nel focolare, dove ella zstuzzica il fuoco, ed aiuta la dissipazione del «fumo. î[
Appunto a cagione di questo bisogno d’aria, rfi soffia e s’agita ciò che si vuole accendere: k
ma questa agitazione debb’effere proporziona- d
ta alla quantità di fuoco che si è raccolta. lin- tiperciocché, se picciola è questa quantità, l'agitazione violenta potria dissiparla, e non già etavvalorarla . Il soffio che eccita il fuoco del so-colare, sventerebbe, e farebbe sparire in un *
subito la fiamma d’una candela. Ma come av- nvien’ egli, che il medesimo para viso, o sven- $taglio possa e rinfrescarci c accendere il fuoco ì toLo sventaglio fa una cosa sola , ed è, compri- tomer l’aria scacciandola , e far da lei scorrere il ot
fuoco. Imperocché siccome l’insinuazione del pj
fuoco nell’ aria la dilata , cosi 1’ aria rinserrata f 0e compressa fa spicciate una parte del fuoco eh’ella conteneva. Quest’aria adunque non può v £ver noi comprimerli, che alcun poco non si j,raffreddi, o non ci paja più di fuoco sfornita pche prima. Ma quando l’aria compressa, in hluogo di toccarci nostri sensi , urta immedia- V itamente contro il fuoco medesimo in qualche nparte raccolto, ne aumenta il moto, e sappia. c
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