Trattenimento XI. i?f
ino che ta velocitàdel fuoco è la misura della dilai forza. Questa è la causa, perché un incen-dio, il quale poteva fermarsi, se starla fossestata tranquilla, diviene in un momento supe^riore ad ogni ostacolo, se un gran vento lo se-conda . La velocità che in questo urto il fuocoacquista, si fa spaventevole ed enorme. Gliedifizj che se gli oppongono, irritano la suafuria, concentrando la sua attività , e porgen-dogli nuovo pascolo. Tanto è lungi eh'eglilasci agli Spetcatori.glalibertà del riparo, cheappena lascia loro il comodo della suga. Unvortice di fiamma agitato da una bufera, vabene spesso a cogliere in gran distanza coloro,che, per esserle lontani, s’eran creduti sicu-ri .
Quindi voi non inferirete già, ché il ventodovrebbe sempre metter l’aria in fuoco. Alcontrario la raffredda sempre , più o meno,perché il fuoco non vi è in parte alcuna raccol-to, ma egualmente disperso , ed ih una specied’equilibrio. Il vento non soffia verso un pun-to, ma allalarga ; e se tra diversi venti si rac-coglie talvolta un gruppo di fuoco or grandeor picciolo, allora baléna in su gli occhi unpicciol lampo, o un gran folgore, e qualchevolta si vede correre un rivolo di fuoco, e ca-dere un fulminei Osservate altresì, che ogniVento suol menomare 0 sospendere più o menola caduta rapida della luce, e renderne l’im-pressione meno attiva sul corpo del fuoco di-sperso nell’aria i Tutti i venti premendo starlaverso di noi, la rinserrano, e ce la fanno pa-rere più fredda. I venti del Nord , che spira-no dail'aito ne’nostri climi, comprimono V