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Tra tien i mento XI. i8$
te dell’acqua nella macchina pneumatica, esen’estraggel’aria, vediamo l’acqua sollevar- —si : lo che addiviene, perché il fuoco ch'è nel!'acqua, sentendoli liberato dalla pressione dell'aria, si sviluppa, e dilata l’acqua inbollico-le, o piccioli gorgogli ; e se cotest’acqua è te-pida, l’aria sviscerata , dirò così, dall’acquaper forza del fuoco, la fa bollire come se ellafosse sopra un fuoco gagliardo. Dopo questogorgogliamento, ciò che rimane d’arianegl’interstizi dell’acqua, può star cheto , e senzaalcuna elasticità apparente, perché una parti-cella d’ acqua ha ottocento cinquanta volte al-trettanto di massa, e dipeso, che un volumepari d’aria.
Noi non vediamo che T acqua possa essere ^pies-dcompressa come l’aria , a segno d' occupare - y e ‘men di luogo, di quel che occuperebbe sottola sua ordinaria forma , Se lì riempie d’acquauna palla di stagno, e questa venga percostàfortemente, creperà più tosto che mai schiac-ciarsi , e ristrigner l’acqua con scemar di volu-me . Maquest' acqua che non è compressibile,è sommamente dilatabile. Ella può col mez-zo del fuoco, che in essa s’insinua più o meno,acquistare un’ espansione, e per conseguenzaun’elasticità, per dir così, infinita. Ch’ellanon abbia molla perse stessa , l’accorderò fa-cilmente ; ma è certissimo, eh’ ella riceve dalfuoco, il quale vortica ne’suoi pori, unaten-denza perpetua ad allargarsi . Tale elasticità,od espansione dell*acqua palesasi , tosto chenella macchina pneumatica viene scaricatadell’ aria che comprimevala.
Non solamente l’acqua gorgoglia nel vuotoM 4 e so-