184 II. Luogo del Fuoîîo.
e sopra il fuoco , ma ognora eziandio daU’acqustriscaldata distaccatisi mille e mille particelle d’acqua e d‘aria, che si rotondano come pallo-ni . Voi sapete cièche avvien di loro inun’ariapiù raccolta e men leggiera eh’essi non sono.Ci siam tempo fa trattenuti abbastanza a con-siderare gli effetti ammirabili della loro eva-porazione e della loro sospensione . Quello chequi s’ha da osservare, si è, che il fuoco n’ è ilmotore. Egli è l’agente, di cui Dio fi ferveper far andare con uniformità quella trombache innalza l’acqua, e che la distribuisce uni-versalmente nelle parti esteriori della terra,per ivi nutrire gli animali e le piante, e indineli’interiore delle terre medesime, per colàportare de’sali, degli olj, della rena, del lo-to , e delle particelle metalliche, da’ varj adu-namemi delle quali, d’età in età rinnovati,sorgono le nostre ricchezze, e i grandi animi-nicoli della società provengono.
L’acqua e l’aria , che lasciate a se stessere*sterebbono quasi intorpidite, e senza forza,traggono dal loro congiungimento col fuoco fa-coltà e potere di movere, e rovesciare ognicosa.
I palloncini di fumo, che il fuoco stacca dallegno, e che altro non sono, se non aria, ac-qua , ed olio rarefatto , qualora incontrinonel cammino le lamette d’una ruotasti latta po-sta orizontalmentc sopra un perno ; cotesto fu-mo , continuamente dalla fiamma sottoposta enutrita cacciato, ha tanta forza da smuoveree svolgiere dal suo cammino le lamine o piastredi latta, che gli serrano il passo. Urcandoaraddoppiati colpi il fumo sospinto dalla fiam-ma,