188 II Luogo del Fuoco.
della società ; a... Ma ci sforzeremmo in van-no di girqul divisando a parte a parte i bei se-creti che abbiamo di ammollire, d’indurare,di dividere , di approssimare , di rassodare,di smaltare, e colorare coli’ajuco del fuoco.,-Il fuoco è, per così dire, l’istrumento di tut-te le arci, e di tutti i nostri bisogni.
Per metter l'uomo imi stato d'aver semprequasi sotto le mani, ed’adoperare prudente-mente questa sì preziosa sostanza, non sola-mente ha voluto Dio collocarla nell’ aria enell’ acqua: ma in oltre l’ha rinchiusa in unmodo speciale ne’ grassi e negli oij. Io non milo, che cosa sia l’olio. Ma tutti veggiamoch’egli è un ricettacolo assai comodo, per conte-nere cotesto sì terribile e fuggitivo elemento.Con l’olio noi teniamo il fuoco , ad onta dellasua furia natia, quasi in schiavitù; lo traspor-tiamo col suo mezzo, dove ci piace ; ne rego-liamo a discrezione la quantità , e la misura ;e per intrattabile eh’egli sembri, egli ubbidi-sce sempre alle nostre leggi. Aggiungete , cheDio col sottometterci ii fuoco, ci ha sottomes-sa nel medesimo tempo la luce. Questi sono imagnifici doni eh’egli ci ha compartiti, co;mettere in nostra balia le materie oliosc. Mal’uomo , in vece di scorgere quivi le intenzio-ni dei suo Benefattore, per lo più non ammiraaltroché la sua propria desteran nell' uso eh’ c-glinesafare.
Qui voi avete motivo di chiedermi, qualesser possa l’inesausta sorgente , donde pro-vengono a noi questiolj, dieci pajonoanni-chilati consumandosi. Conl'acqua e col saleha Dio versato sin dal principio nel gran doc-cione