fuocon cor-rerie.
r-8 La Teoria dei Fuoco.
riofità, potrebbe mole' utile divenire. Senepotrebbe far uso su le Navi per farsi intendereda una Nave ali’altra in tempod’oscurità, oper dar notizia de’ bisogni d’una piazza assedia-ta a coloro, co’quali si fosse convenuto dellasignificazione di certi caratteri. Ma l’uso delFosforo non èqui l’oggetto delle nostre ricer-che, ed basta ostentare, che la maniera ond’egli è composto, inchiude la fola mira di ab-beverarlo , e satollarlo , per dir così, dellamateria ignea; e che la cura e l’avvertenzache s’ha di conservarlo nell’acqua proviene dalsapersi , che l’acqua invagina efficacemente ilsale, che pur è il più forte legame del fuoco.
Perché il fuoco è un corpo, ma un corposommamente tenue e sottile, facilmente scap-pa a traverso de’pori d’un corpo duro , e sitrova inceppato dalle piccole superficie d’uncorpo, che abbia con esso qualche proporzio-ne di sottigliezza e di tenuità. Una bottìgliad’acqua calda si raffredda più presto in un valedi marmo, cheall'aria aperta; edilsuo fuo-co, che nel marmo ed ali’aria svapora e sfug-ge, si conserva lunghissimo tempo quandos'involge ne’panni o nella lana, perchéi suolid’aria che gli fanno ostacolo, trovanti molti-plicati come i peli della lana, che fermano olegano quest’aria,e le resistenze si moltiplica-no come le superficie. li fuoco solo soletto per-vaderebbe facilmente ogni pelo -• ma è ritenu-to, o per più lunga pezza imbarazzato nell’a-ria, riguardo alla quale cotesti peli sono testu-re impenetrabili .
Tanro è vero , che il fuoco è un corpo rea-le , eh’ egli allarga tutti i corpi ne' quali entra.
Una