Trattenimento XII 203
La stessa fluidità del fuoco ci appresta unmezzo facile di spiegare, come un liquore ,tanto pieno di fuoco qual è il vino, posta non-dimeno venir raffreddato a segno , che pajafreddo quanto ii diaccio. 11 fuoco occulto , chein un con altri principi costituisce la qualitàe la forza del liquore, è temperato e stretta-mente legato o ritenuto da cotesti principi,quasi dentro alcune guaine che valgono ad af-fienarlo , ed a reprimere la sua attività. Co-testo fuoco essenziale non è già negl’ interstizidel vino, ma in mezzo delle picciole masseond’egli è composto: e se, con tutto questointerno fuoco, il liquore par fresco, ciò ad-diviene perché l’aria della cantina, men difuoco avendo in sè che Taria esterna, menoaltresì ne diffonde per li pori dei vetro negl’ in-terstizi del liquore. Se il medesimo vino di poisi riscalda ali’aria, la cagion si è, perché ilfuoco dell’aria è un fluido che tende a entrarein tutto quello che se gli para dinanzi : aggiun-gete , che la bottiglia riscaldata si rinfrescheràdi bel nuovo nelT acqua fredda, perché il flui-do del fuoco eh'è negl’intervalli delle mole-cole del vino , scorrerà e si spanderà, per quan-to gli sia possibile, fuor del vase, e prenderàluogo nelT acqua che gli vien presentata. Oraquel tanto di fuoco che si distribuisce libera-mente in unsi gran volume d’acqua, è fuortrapelato del vase ; perciò allora il liquore èmolto più fresco, che non è la nostr' aria o ilnostro sangue. Cotesta bevanda entrando nelcorpo sarà dunque proprissima a riempirsi deltroppo copioso fuoco che turba ed accende ilsangue ; e cagionerà un ristringimento utile
Come iliquorisi raf-freddi-no.