zoz La Teoria del Fuoco .
men ciò che fa l’acqua entrando nella rena ; lemalìe di questa rena non son già dall’ acqua pe-netrate , ma va l’acqua a metterli negl’ inter-stizi che separano le dette maste ; e s’ella è ab-bondante o agitata, può sollevare cotesta re-na, e trasportarla affai lungi, come se solfefluida divenuta. Così pure il fuoco ordinarioe moderato riscalda tuttii corpi solidi, quaisono il ferro, il legno, la pietra.- entrano inessi senza sconnettere o disgiungere le picciolemasse fra le quali si scaglia e v’entra con mag-gior forza e abbondanza, dissipa, liquefa, calci-na, locchè non è mai altro che disunire e tra-portare.
Il fuoco produce il medesimo effetto sopra icorpi che per sottigliezza o per la rotondiladelle loro parti sono atti a disunirsi, ed a for-mare con esso un fluido più o meno denso . Acausa della sua fluidità egli dissolve il sale,strugge il diàccio, ammollisce la cera , fascorrere l’olio, e impedisce che non s'induri-no i liquori. Comunica loro la sua fluidità,sostenendoli nella disunione , e spargendosinon nel cuore, dirò così, delle molecole, mane’ loro interstizi. Che se il fuoco ha tanta at-tività , che pasti dagl' interstizi nelle moleco-le eziandio di certi liquidi, come della cera,del sevo , dell’olio, dello spirito di vino, delsolfo liquefatto; ivi trova quasi in tante pri-gioni o bozzetto un fuoco nascosto , che ellenoavean la forza di ritenere. Questo secreto fuocounito al fuoco estraneo acquista una sommaforza. Sono due fuochi che uniscono insiemela loro violenza, e allora diviene enorme l’in-fiammazione.
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