Trattenimento XII. 205
tura a mostrarci la necessità del raffreddamen-to ne’ nostri bisogni ordinar j, per assorbire unaparte del fuoco che altera e riscalda il nostrosangue / in luogo del ghiaccio che non semprefi trova, o suso del quale non conviene ad ognistomaco, e che per Tufo (testò che se ne fa ,manca e finisce, ponno adoprarsi de’ lali, iquai gettati nel rinfrescatojo metton l’acquaquasi al grado del freddo del ghiaccio compri-mendo fra le lor lame quel fuoco che trovannell' acqua , e dando adito ali’ effluvio delfuoco della bottiglia. Si può procacciar questoservigio dal sai marino, e meglio ancora dalsale armoniaco. Cristallizzandosi questi salinei fondo elei vase mercé l’evaporazione dell'acqua, possono reiterare pisi volte il loro effet-to. In tal guisa la spesa non eccede il prezzo acui s’avrebbe il ghiaccio. Il sale che si cavadall’erba Varec, o alga-marina , essendo qua-si delia natura del sai marino, ed avendosi abuon mercato, può supplire a tutti gli altri.Si dice comunemente che i carboni spenti, odalcuni pezzi di solfo immersi nell’acqua, larinfreschino. Ciò si dice, ma l’esperienza tn’ha fatto vedere , che questa è opera gittata .Forse varrebbe a qualche cosa il carbone trattoda una cava, ma egli è un ripiego di grave im-portanza .
Voi bramerete senza dubbio d’intendere,come la dissoluzione del sale possa tendere unliquore pisi freddo. Il pisi verisimile che intor-no a questo proposito io dir vi posso, è, chenon avendo s acqua azione, e fluidità , se nonquanta ne riceve dal fuoco sparso ne’ suoi pori,subito che quest’ azione del fuoco verrà a
co-
ar.5.6.den. lalibbra.