Band 
Tomo settimo.
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206
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zoó La Teoria del Fuoco.

comunicarsi ai sali, e a illiquidirli, F acquanecessariamente scapiterà in cotesta separazio-ne . E tanto più, quanto che è proprio del saleristringere il fuoco, e ritenerlo come inceppa-to. Il qual effetto nasce , perché le laminettedel sale fono più diffìcili a penetrarsi dal fuoco,che qualunque altro elemento. La perdita chelacqua fa di cotesto fuoco disperso e cattivofrale lamine saline, è tanta, che bene spessone segue una perfetta congelazione. Un solpugno eziandio di sale e di neve, applicato suie pareti esterne del vale, pud spogliare l'ac-qua in esso contenuta di tutto il suo fuoco, eritenerlo così in freno, che lacqua medesi-ma gelerà fin nel cuor della State .

Il rinfrefcamento deliquori naturalmenteci conduce a rintracciare nella fluidità del fuo-co una risposta che soddisfar possa alla diman-da, che spesso avete udito farli a tavola. Checosa è quella spezie dannuvolamento che unvino fresco spande sul bicchiere , subito che visi è versato, e per cui qualche volta vengonorimproveraci e Igridacii servidori, quantun-que invano e per lo più senza che v abbian col-pa? Alcun dice, che il freddo del liquore ad-densi Paria vicina, e la converta inacqua. Macome ciò sintende ? se il freddo non è niente,non può far niente. E poi laria è sempre aria,e E acqua per consenso di tutti i Chimici assen-nati non cangia mai la sua natura.

Il fuoco solo é quello che opera qui tuttocolla sua presenza, o colla sua partita . Il vi-no che si toglie da una cantina fresca , contie-ne evidentemente molto meno di fuoco, che

laria