Band 
Tomo settimo.
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via effettivamente più di fuoco, che nonnecontenevano in tempo dInverno quando cisembravan calde; poiché il termometro iviallora s 5 abbassava , il che non fa di State. Ecotali apparenze , che alcuno crederebbe qua-si contrarie alla verità, ci convincono nonper tanto , se vogliam ben porvi mente , averDio regolato 1* ordine delle nostre sensazioni,egli avverti menti ehei ci, di quanto suc-cede fuori di noi, non già a norma dello statodelle cose in se stesse, secondo Putile oilpregiudizio che a noi venir ne poteva, e insomma giusta il rapportoe s ordine eh ellenoaver doveano Coti noi. Per tanto noi provia-mo in tempo di State Paria della cantina odUn salone di marmo, molto fresca; non giàperché ella contenga merto di fuoco, che dIn-verno; ma perché essendo cotesto fuoco moltopiù debole, che quel dell aria esterna , che ciarde ; veniamo, dirò cosi, avvisati dalla gratafreschezza che feritesi neluoghi sotterranei,o neliquori che di si traggono , daver tro-vato un mezzo sicuro dallegerirci duna granparte di quel! eccessivo fuoco che dilata e in-torbida gli umori del nostro corpo. Ed al con-trario Paria della cantina ei par calda dIuver-fto,nort perché contenga allora altrettanto fuo-co che in tempo di State ; ma perché ne con-tiene più di quel che attualmente saggira nel-P aria esteriore, ondè tocco il nostro corpo, eche gli può causare una perdita troppo grandedel necessario calore. Questa diversità dappa-renze è simigliantissima a quella che noi prò-viamo, quando avendo noi una mano moltofredda, e P altra ben calda, le immergiamo

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