T R A TT È N I M E N Tò X!i. rtz
via effettivamente più di fuoco, che nonnecontenevano in tempo d’Inverno quando cisembravan calde; poiché il termometro iviallora s 5 abbassava , il che non fa di State. Ecotali apparenze , che alcuno crederebbe qua-si contrarie alla verità, ci convincono nonper tanto , se vogliam ben porvi mente , averDio regolato 1* ordine delle nostre sensazioni,egli avverti menti eh’ei ci dà, di quanto suc-cede fuori di noi, non già a norma dello statodelle cose in se stesse, mà secondo Putile oilpregiudizio che a noi venir ne poteva, e insomma giusta il rapporto’e s ordine eh’ ellenoaver doveano Coti noi. Per tanto noi provia-mo in tempo di State Paria della cantina od’Un salone di marmo, molto fresca; non giàperché ella contenga merto di fuoco, che d’In-verno; ma perché essendo cotesto fuoco moltopiù debole, che quel dell’ aria esterna , che ciarde ; veniamo, dirò cosi, avvisati dalla gratafreschezza che feritesi ne’luoghi sotterranei,o ne’liquori che di là si traggono , d’aver tro-vato un mezzo sicuro d’allegerirci d’una granparte di quel!’ eccessivo fuoco che dilata e in-torbida gli umori del nostro corpo. Ed al con-trario Paria della cantina ei par calda d’Iuver-fto,nort perché contenga allora altrettanto fuo-co che in tempo di State ; ma perché ne con-tiene più di quel che attualmente s’aggira nel-P aria esteriore, ond’è tocco il nostro corpo, eche gli può causare una perdita troppo grandedel necessario calore. Questa diversità d’appa-renze è simigliantissima a quella che noi prò-viamo, quando avendo noi una mano moltofredda, e P altra ben calda, le immergiamo
O z am-