^elasti-cità delfuoco .
*14 La Teoria del Fuoco.
ambedue nell’ acqua tepida. Cotest’ acqua pa«re assai calda alla mano fredda, in cui ella in-sinua il suo fuoco, ed al contrario pare assaifredda alla mano calda , la quale è spogliatadel suo fuoco dall’ acqua medesima.
Nel provare la fluidità del fuoco, possiamdire d’avere ad un tratto provata la sua elastici-tà, o la sua naturale disposizione ad estendersi,ed urtare per tutti i versi, in tutto ciò che gliè d’intorno ; con questa differenza fra il fuocoegli altri fluidi, che la fluidità e l’elasticitàgli son proprie, laddove gli altri ricevono al-tronde , e forse da elio, una tale attività, Ab«biam tutto dì sotto degli occhi innumerabiliprove, che ci convincono , essere nel fuocouna tendenza continua a farsi strada, ad esten.dersi per ogni verso , a disperdersi in giro, ainnoltrarsi, a penetrare, a svolgere, V’èfor-,se qualche cosa eh’egli non possa attraversareo dissolvere! Egli pervade e dissipa tutto. Maquesta così valida elasticità non opera sempreallo stesso modo : anzi in molte occasioni ellanon si rende sensibile, ed eziandio in un suotco grandissimo. Vedesi spesse volte il fuoco giirare sopra di se medesimo in alcuni vasi locati,scorrere indi chetamente, e quanto ali’ appa*renza non fare alcuno sforzo per romperliDonde mai può venire questa diversità d’aziorne, se la forza è l’istessa ?
Tre soli fluidi che a noi sten noti, e che perla loro perpetua attività sono i principi di tuttii movimenti, nella natura si danno •• cioè laluce, il fuoco, e l’aria. La luce è un fluidouniversale, che fi estende sino alle stelle. Ilnostro fuoco e la nqstr’ aria sono tipe fluidi, che
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