Trattenimento XII. 21A
desiderarli è per esti la stessa cosa. Da primaguatano in giro tutt'i luoghi vicini, nè vedo-no guardiano, che gì’inquieti ; e solo una sie-pe li separa dali*oggetto che bramano. A qualpartito appiglieranno!, per superare corestabarriera? Sforzo inutile è dar su la siepe colleinani e co'bastoni,’ questi patiano a traversosenza far breccia; quelle fi scorticano : ecco-li piangere e dolersi , senz'aver mosso checches-sia nè tolto 1' impedimento. Gittano a caso 1'occhio sopra un erpice posto in piedi ed appog-giato alla siepe , ed uno di loro de’ più accorticonsiglia tutti ad unire d’accordo i loro basto-ni con troie spranghe, ond’è contessuto l’er-pice .Tanto fanno e co' piedi, e colle braccia,e con tutto il peso del corpo, spingendo i lorbastoni, che tutte queste piccole forze, inu-tili allora quando agivano solo per un punto,urtando la siepe in tutta la larghezza delferpi-ce in una volta, vi fanno breccia, ed entranosenza ostacolo a depredare i bei frutti.
L’erpice non dà alcuna forza a cotesti fan-ciulli, ma adunainsieme , ed avvalora quelleforze che disunite erano impotenti . Cosiquando il fuoco secondato dall* aria spinge da-vanti di sè molte elementari, dureosolide,superficie, esempigrazia il sale , e 1' acqua,che non possono essere ammesse per li meati,che darebbon paflaggio al fuoco , allora egli fadelle stragi spaventevoli, e rovescia, e rom-pe, o dissipa, con quest' ajuto , quelle oppo-ste sostanze, eh' egli averebbe permeate conun flusso continuo e tranquillo, senza recarealcun danno, se stato fosse solo.
laonde avvegnaché 1* elasticità del fuoco
non