lo chiami a hon so che di pìù grande, thènon è il mero trovarsi spettatore, ed usu-fruttuario dell’opere sue. Le ha egli sotto-messe non solamente ali’ uso dell’ Uomo,ma anche ^1 suo governo t II globo che 1’uomo abita è in realtà pieno Leppo delle pro-duzioni della sua industria , e dell’opere dellesue mani.* e la sua fatica; il suo lavoro dan-no infatti prezzo e valore a tutta la ferra.
Ma non direm noi; eh’egli abbia ancoraalcune prerogative superiori a tutte le pre-cedenti? Non lo aduliamo; no; guardiam-ci dal corromperlo con attribuzioni presun-tuose. Bello è studiare l'uomo, e conosce-re i suoi diritti ; ma verifichiamoli, esami-nandone i certi e legittimi titoli.
8'egli hon è usurpatore, 8 egli dispone ditutto perché tutto a lui è stato sottomesso;è chiaro che lo studio de’suoi privilegi, di-venta la scienza del nostro mondo, 0 diremmeglio de*fini per li quali è stato creato ;Per dar fine a nostii Trattenimenti sopra lanatura, potevamo noi scegliere oggetto piùnobile o d’una maggiore utilità?
Ma dall’altro canto confessar dobbiamo ;che lo studio dell’ uomo è uno studio im-menso. I soli sconcerti del suo cuore, em-piono le intere Biblioteche: egli è dunquenecessario, che ci prescriviamo de’limiti inuna sì copiosa materia .
Quando i più celebri Scrittori ci hanno da-to il ritratto dell’Uomo, hanno prudentemen-te rivolte tutte le lorp mire ai suoi costumi;persuasi, che era mestieri cominciare dalla cu-ra sollecita di guidarlo alla Sapienza, -etiti-* 3 rari