non discopre, e che nbn le Verran mal pa=lesati senza 1' ajuto d’ una testimonianza e-sterna. .
Quantunque la fede sia in noi f operadella grazia , questa grazia ci determina acredere ragionevolissimamente, e conformealla natura dell’uomo , per motivi sensibi-li , per testimonianze sempre sussistenti ,per una immortale Legazione , che a noisen viene dopo iy. secoli, e che seco por-ta le prov,e popolari d'una missione divi-na. Dio è 1’ Autore ed il consumatore del-la nostra fede: ma quando, per nostra pro-pria consolazione , e per confermar quelliche vacillano, vorrem considerare , quantoi testimoni della verità sieno credibili , equanto l'Incredulità, che li ricusa, sia in-esculabile, troveremo che non già propria-mente nella ragione , ma nella società so-no i monumenti , le testimonianze >, la le-gazione non interrotta, e le prova convin-centi dell’opera salutare. Se dunque iojpo-trò , come spero , convincervi della realitàdegli atti e de’testimoni, producendoveli ;che cosa sarà allora de’discorsi degli Incre-duli? E’meritano in sostanza d'essere si po-co letti , od ascoltati , come se fossero so-gni . Quando ci diviene mostrato con mo-numenti sussistenti , e con attestazioni de-cisive che Dio ha fatta una cosa , poco cimporta che ci sia gente, la quale venga adirci, che Dio non l’ha dovuta fare.
TA-
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