Trattenimento I, 5
gnore, saprà ben moderare i loro furiosi mo»vipventi, o prevenirliTutto il proceder lo-ro per altro, è ristretto al presente •• sovvenirenon appartien loro; e Punico oggetto che lioccupa, è il corpo. Niuno d’essi conosce fori»gin sua, néri suo benefattore. Non danno ar-gomento nè prova di gratitudine ; non apparombra in essi di religione. L’Uomo solo è sta-to sollevato a conoscere, chi sia quegli a cui èdebitore di tutto ; ed avvertire chiaramente,eh’egli ha s obbligo di mostrarsene grato. E’ben ragionevole e giusto, che non li ripongadanoi lasua gloria nella irreligione ; o in unastupidità brutale. Confessiamo e riconosciamol’svantaggio suo proprio, che è d’essere costi-tuito per usufruttuario della terra.' ma infini-tamenre maggior onore è per lui, di poter pia-cere al suo benefattore, e d'adorare la manoche lo colma di beni. Perl* uomo, cui Dio hastabilito suo vicegerente sopra la t^rra, mezzonon v’ha, tra il ribellarsi al suo sartore con 1’indeper.denza, od il riconoscerlo per sovranoCon l’omaggio.
L* Esser supremo non avea bisogno nè de'frutti d’un certo albero, nè de’sentimenci dell’Uomo: ma l’uomo avea bisogno di fare unaprofessione espressa della sua gratitudine e de’suoi rispetti. E’unica eccezione che Dio misealla potenza dell' uomo era dunque insieme in-sieme , ed il memoriale della sua subordinazio-ne. , e l'atto pubblico della sua pietà.
Si può anche dire , che se la giustizia è sen-sibile in una cotale riserva, non men vi si la-scia scorgere l'indulgenza . Era infinitamentepiù vantaggioso ali’ uomo, venir sottoposto adA 5 una
1