Band 
Tomo nono.
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La Destinazione dellUomo7

una tale confessione delia sovranità del Creatorsuo, che l'andarne esente . Con una esenzionedi questa fatta, egli rientrava nellacondiziondepiù vili animali, e correva il rischio, allavista delle sue ricchezze, e delle sue prerogati-ve, di diventar per lorgoglio inferiore ad essi .Ma la protèsta della sua subordinazione, at-ta ad avvisarlo del proprio dovere, e a conte-nervelo, non potea in verità venir limitata edannessa ad atto men penoso, ad apparatodi religione più facile . Declinare e scortarsi ri-spettosamente dalla pianta interdetta ali uo-mo, era un confessare mercé la privazione duna cosà sola, che tutto il rimanente era suo,c eh ei godeva di tutto, benché non avesse na-tural diritto a niente : era in somma un pub-blicare , eh egli avea un padrone, senza cessardesser padrone anchegli. Dio volle, cheduna religione giusta , e poco grave, seque-la e premio fosse limmortalità. Ma avverti 1uomo, che nel momento in cui negherebbecotesto omaggio, avvenirgli dovea di perderei suoi maggiori vantaggi, e restare, come glialtri animali, in preda e balìa de generali mo-vimenti, coquali Dio cambia e rinova la na-tura .

Dimandiamo ai Filosofi qual fiala destina-zion della terra e dell' Uomo : e ci rispondonocon dubbj, e contradizioni. Apriamo soltantoil libro della Genesi: eccoci palesemente di-chiarato , che quant è sopra la terra, v è statoposto per luomo, e eh ei n è il possessore na-to, a condizione mera, ehei pubblichi, me-diante una lieve riserva , aver egli ricevutotutto dalla mano di Dio. Tale si è la grandiosa

filo-