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Tomo nono.
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io La Signoria dell’Uomo

poso del Signore, ostala cessazione da ogni al-tra opera dopo d’aver messa sopra la terra unacreatura intelligente, ei appalesa abbastanza ,che a lei riservata era l’eredità o la possessionedi tutte le cose.

Ma la Scrittura non ha abbandonata una co-sì importante verità all’incertezza de’nostri ra-ziocini : non vuole che l'nomo stenda una mantimida fu le ricchezze , ond’ è pieno il suo sog-giorno, ma che sene valga con la franchezzad’un padrone, che conosce la sua Signoria eisuoi diritti. Ella e’ informa chiaramente delleintenzioni del Creatore, con dirci che Dio hafatto l’Uomo ad immagin sua, poiché deslina-valo a comandare , a governare , a metteretutto in ordine sopra la terra.

Quant’ hanno accumulato i Filosofi di ricer-che, di definizioni, e di ragionamenti sopral’Uomo , molto è lontano dalla profondità diqueste poche parole : Dio ha fatto /’ Uomo a suasimiglianza . Questa è piuttosto una brieve sen-tenza , che un discorso, diretta a farne conce-pire quello che più c’ importa di non ignorare.E' una parola, è una brieve sentenza ; ma tuttoè in essa racchiuso .

La maniera onde Iddio esegui le sue mire inquessultima dell’ Opere sue, finisce di scoprir-ne l’eccellenza, e di mostrarne la prima desti-nazione. Dio non trasse l’uomo dal nulla conuna parola, come il resto degli animali ; maimpiegò una massa di terra, per costruirne gliorgani del suo Corpo. Ne formò una bella sta-tua , e lasciolla per qualche tempo senza vita,senza intelligenza, e inutile a tutto. Questanon è già l’immagine di Dio: questi non è già

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