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Tomo nono.
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14 La Signoria deLl’UoMo

Queste idee sì onorevoli per l’Uomo, diri-vano da un canto naturalissimamente dalledue parole ,con le quali c’informa la Scritturadella nostra preminenza e della nostra somi-glianza col Sovrano Signore di tutte le cose : edall’altro, evidentemente son elleno conformiall’esperienza , che sottomette al solo Uomo ipesci, gli uccelli, gli animai terrestri, e tuttein genere le produzioni della natura. Ma nonbasta cogliere d’una prima occhiata coteste ve-ritadi ; conviene per mezzo d’una particolareattenzione discendere ai varj esercizi del domi-nio dell’ Uomo, e sì imparare a conoscere i no-stri diritti, e farli maggiormente valere.

Io mi trovo qui fermato da uno scrupolo fi-losofico , che importa di sciorre. Se l’Uomo èun mediatore, posto tra Dio e la materia; seegli deve rendere a Dio la gloria, che non gliposson rendere altri Esseri insensati e stupidi ;se ei rassomiglia a Dio per la sua intelligenza eper lo suo dominio, mentre per lo suo corpo èsimile alle creature inferiori ; non esigerebbel’ordine, che cominciassimo dal trattare dellanatura spirituale, e della natura corporea ingenere, per far comprender meglio collo svi-luppamento di queste due cose , che cosa sia 1'Uomo, che le riunisce insieme ?

E'vero, che i filosofi procedono con moltoordine ne’titoli delle materie, ch’eglino tratta-no. Un Libro, per esempio , verserà intornoalla sostanza che pensa : un alerò consegneràche cosa sia essenzialmente il corpo : un altroci dirà, dove consista il vincolo del pensiere edella materia. Ohquantoèfacile, schierare eordinare delle promesse/ Ma qual è di grazia

l’ese-

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