Trattenimento II. iz
la cima delle montagne sin al fondo delle visce-re della terra, tutto è pieno di ricchi materialiche aspettano il solo tuo cenno, e che tetteran-no in un ozio eterno, le la di lui mano non liinette in azione. Ogni fatta d’uccelli e d’animaiquadrupedi, viene a truppe , a schierarsi attor-no di lui, come partite di schiavi, ognor pron-ti a migliorare il suo fondo , od a curvare le lo-ro spalle sotto i suoi pesi. Se avviene, che unaforza superiore la vinca sopra i suoi desideri, esopra le sue precauzioni, per esempio, se unesercito di mosche è più forte talora di lui ; ciòsiegue appunto, perché egli ha sopra di se unSignore, e deve rammentarsene.
L ! Uomo è dunque nato per governare. Que-gli che portalo scettro, e quegli che maneg-gia la verga pastorale, sono egualmente verigovernatori.' prendiamo un Uomo, che s’e-itimi l’ultimo di tutti ; prendiamo quello, cheha sacrificata la sua libertà, e che temendo d’essere lasciato in balìa del governo suo proprio,s' è abbandonato ali' altrui ; direm forse perquesto, ch’egli abbia rinunziato alla sua quali-tà di Signore o governatore ? quand'anche einon avesse fuorché il governo d’una porta, lasopraintendenza d'una cucina, la cura de'pan-ni lini, o de legumi ; eserciterebbe nulladi-meno la sua pazienza, prevedrebbe / usereb-be la sua destrezza ; governerebbe in somma,e sarebbe utile e stimabile ; perché egli è Uo-mo. Ma dacché cessa di governare, degenera;la ragione e la virtù diventano sterili in lui : eirientra allora nel primo stato dell’ Uomo : noné altro più, che una massa di limo, od unabella statua ed un ìdolo vano.
Que-