Trattenimento li, iy
generazioni costanti senza intelligenza -esenza, disegno. Dunque una Sapienza eternaha fatto tutto quello che vediamo quando e co-me ella ha voluto, So che tutti non la disco»ron così. Ma senza raziocinio alcuno sentia-mo tutti l’impressione inevitabile d’ una Po-tenza j che ci domina sovranamente , ed’unaintelligenza, che mette in corrispondenza tut-to quello che ne sta d’intorno.
Dopo T esistenza di Dio noi postiamo studia-re la sua sapienza ed i suoi benefizi. Ma quantoalla sua natura* eli’è inaccessibile alla nostraragione,
Noi conosciamo !' anima nostra , i nostri de-,fiderj , i nostri piaceri , ed i nostri pensieri,perché niuna cola ci è più intimamente presen-te ; ned è ella altro che noi stessi . Conosciamoil nostro corpo, perché ad esso ci atteniamostrettamente e visibilmente, Ma per saper poidò che siala divina natura, cièche sia il pon-tiere , lavica. Io spazio penetrabile,.!’ esten-sione solida, quel vincolo finalmente con cuison uniti tra loro un corpo ed una intelligenza,noi assumeremmo una fatica inutile , e ci da-remmo: un vano tormento, I Filosofi non ces-sano di, spignerci a tali ricerche; ma è troppovisibile , che noi far dobbiamo tutt’ altra cosa .Imperocché è una manifesta e punibile ostina-zióne,. tener perpetuamente fissi gli occhi so-pra ciò che Dio tiene coperto d’un velo impe-netrabile: niuna cosa al contrario è più pru-dente riè meglio ricompensata, che il metododi gir dietro a quel lume che Dio ci mostra, edi stendere quanto lungi è possibile il discerni-mento, con cui Dio permette.che distinguia-B 2 mo