Trattenimento III. 2j
to ed un’inclinazione micidiale e rapace, conartigli, e con un rostro, addattati a cogliereed afferrar la sua preda, e farla in pezzi ; giu-dichiam con raggione e senza ricorrere alla no-tomia degli organi interiori, che l’intenzionedel Creatore non è stata che quest’ uccello (i ci-basse di semi o grani minuti, sopra de*qualinon ha presa i! suo rostro ; o pur di alcune stiad’erba, che l’Aquila non assapora , ma più to-sto abborrisce . Quando al contrario osservia-mo le inclinazioni del cardelioo e della colom-ba, con piedi ed unghie renereste e con un ro-stro senza vigore, affermiamo senza tema d'ingannarci, che l'intenzione del Creatore nonè stata, che questi uccelli lì nutriscano di san-gue o di brani di carne. Il disegno dì Dio sovrake pecorelle, e sopra il Leone, apparse nubil-mente nella docilità che ritien quelle appressodell’uomo, e nella ferocia che manda questoa popolar le selve e i deserti, senza dimandarniente ali’uomo. La salda e dura zampa delcavallo, e la forza del suo ginocchio, ci addi-tano la sua attitudine e resistenza ne’ lunghiviaggi, e ne’ gravi trasporti. Noi non liam giàtentati di porre il dente in un pezzo di creta, oin un masso di marmo, nè d’adoprare le fruttadegli alberi nella costruzione delie nostre mu-raglie. In tutto, la proporzione chiara e pa-lese tra una spezie od un organo , e un effèttocostante, baffevolmente ci addita la deltina-zion di tai corpi, Noi postiam dunque giudi-care dalla mole e stgura, dai sensi, e dail'ar-monia o dal concerto degli organi dell’uomonella produzion di varj effetti, ch’egli ènatoper far uso di tutto quello che la terra produ-B 4 ce,