Band 
Tomo nono.
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Trattenimento III. ^

« taIeingiuria,chellèforsepiùslimabile, cheiti, nol son le occupazioni deFilosofi che fan que-efc sto giudizio. Si può qui batterli coll'armi lormi. proprie . Vantano tutti nella lor metafica,lidi quello , che eon poco apparato produce es-ile setti grandi. Così per una legge del moto, cuifi chiaman seinpliciffima, benché non F interi-sti. dano, par beilo ad essi, che venga al mondoagtie 1 uomo , che nasca il fungo , di cui ancor» meno comprendono e la struttura e la propa-ni;. Fazione : quest è certamente una lievissima» spesa, per far produrre gran cose. Applichia-ijk mola loro regola ali arte che fa F oggetto decn; loro disdegni, Due o tre dita pizzicano od af-file ferrano le ultime fila duna matassa di lana, osuo di seta, o di bombagia, o di fine cottecele,sospese a una bacchetta. Dopo d'aver torte edA ingrossate coteste fila assieme, le dita medesi-ma me riattaccano F estremità ad un leggiero pez-jéi zo di legno, e abbasso vi fermano un cefthiet-

ihì. to di argilla cotta, la quale toglicrassi, quandoM o il fuso sarà gravato alquanto sotto una non me»ira . diocre massa di filo. Cotesto legno leggermen-s c mi te rivolto e aggirato fra le dita della mano de-1£ i lira comunica il medesimo giro al filo che vi siA attiene, e dispone le particelle ancor disunitelB a ad applicarsi F una sopra dellaltra, pesta ne-cessità di girare pel medesimo verso, Le estre-iuj. mitadi delle dette particelle, e daltrebusse- gueny di mano in mano, trovatisi.perpetua-ci mente inviluppate ne ile estremiradi deste pri-ì[( : me , chele trascinano. Tutti i fili s' avanzano

lte e si piegano uniformemente sotto le dita destaman sinistra, che li tira premendoli a vicendayjj e strignendoli. La mano destra avvolge di poi. in-