48- La Signoria dell’Uomo
aprendo se stessa, facilita al cane gli approccid’una bella preda, fi trova fuori d'insulto, edespone il rapitore ad un pericoloso abbaglio.
Se alcuni animali in picco! numero, o per lopiù di poco volume, come il cane, il gatto,il duracchetto, e la passera possono egualmen?mente vivere de’frutti delle piante, e dellacarne degli animali o degli insetti; ciò addi-viene per avventura , acciocché gli avanzi piùinutili si consumino, e la moltiplicazione dicerte spezie abbia non so quai confini. Tutti i .questi appetiti, tutte queste strutture di stoma- i ;co, son opere variate secondo le mired’una jProvvidenza che abbraccia tutto, e che ovviaa tutti gì’ inconvenienti, o che sa rimediarvi ;con sagge precauzioni. Chi oserà criticarla, | ,dell’aver ella voluto che una spezie d* animali (
vivesse della cattura de'pesci, un'altra della î jcarne degli animali, un’ altra ancora della poi- \pa de’ frutti, ovver delle produzioni d’una so- , jla pianta? Sarebbe eguale temerità il condan- ijnarqueste riserve e questi ripartimenti, chèli | fbiasimare l’universalità degli appetiti dell’uo- ; ,mo, e qualificare col nome di tirannia o di mal j jacquistati diritti le contribuzioni, che tutti gli j gelementi pagano al di lui stomaco . ! D
Odo alcuni Metafisici, che gridano: E’una j,vergogna esaltar cotanto un dominio pieno d’ ,ingiustizia, e far cosi gran caso di diritti e di (ragioni incerte, nel tempo chèli suo più bel iprivilegio, cioè la ragione, da voi si abbassa e jpoco men noafi degrada. Voi volete eh’ella se <ne stia ali’ esperienza, ed alla rivelazione, cui ,considerate altresì come parte dell’esperienza ,comune. Quest’ è un tener la ragione legata e ,
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