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Tomo nono.
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Trattenimento III. 51

*, nostra prima regola la ragione. Elia segue laadd regola e non la fa. La sua gloria e la sua quieteriti nel governarsi e nel credere, fi termina ad es-sere ognor discepola della rivelazione. Se noi:« folìimo stati allevati tra i Cannibali di Terranini: ferma, o tra gli Antropofagi del Brasile , il

lèi lungo awezzamento, e lidea accessoria d un completo trionfo , ci farebbe trovare unappa-Wìl, renza di diritto e di piacere , in cicche cagio-na alle altre Nazioni le più orrende nausee, edlare, uno sconcerto e tumulto del cuore, della ra-tini glene, e di tuttol lor essere.

Mi Questa inumanità , effetto dellorgoglio eW dell'ira, pare che sia stara universale avanti ilmi. diluvio. Si può formar giudizio dedisordiniche regnano in un secolo, dalla natura dellemi, leggi, alle quali hanno data occasione. Dio1( |n avea conferito un pieno potere ad Adamo sopraài, i beni della terra, e sopra gli animali de tre e-tementi. Caino era occupato nella coltura de^ [f frutti, e Abete nel pascere gli armenti : pro-j(| £ , babilntiente delle stesse cose Lune laltro vi-j;ini ve vano, come lun e laltro ne testimoniavanojjf la lor gratitudine al Creatore , riservando perla pubblica offerta i più belli frutti, ed il più[goti perfetto debestiami. Ecco qua i principi del1( j t ,, dominio e delle adorazioni, che hanno di poiijjlîi sempre continuato.

Tant è lungi che Dio dasse a Noè un potere]]'ip, più esteso che ad Adamo , che anzi gli rin-.j 0 f (| novò puntualmente quello che dato avea alfbf. primo uomo; cioè il Ubero uso degli animalidio, terrestri, de'pesci, e degli uccelli : malori-al j[. novò con restrizione. Nel permettere a Noèj|j luso delle carni degli animali , gli,proibì di). D 4 man-