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La Signoria dell’Uómo
La voce. La voce umana, di cui non abbiam finoradetto nulla, non pare molto idonea a seconda-re la nostra intenzione, perocché gli animalipure hanno una voce , e non li può attribuirea Dio né bocca né voce , se non se parlando fi-guratamente. E’ Vero che gli uccelli, gli ani-mali terrestri , e buon numero d’insetti hannovoce,gridano, fischiano,o ronzano;con che«'avvisan l’un 1' altro , e dan segni della lor col-lera, o del loro contentamento, de’lor timo-ri, ode’lor affetti, variando il suono lor na-turale. Ma le variazioni delle loro voci sono co-La paro- limitate e poche, quanti sono i loro interessila . od i loro appetiti. La parola, che è propriadell’uomo, inette tra luì e gli animali una ster-minata distanza. Non vi è cosa nella natura ,•cui la voce umana non dinoti con particolariarticolazioni, od inflessioni . L’ uomo parladi tutto, perché tutto è sottomesso in qualcheparte al suo giudizio ed al suo comando. Laparola che si estende a tutti gli Oggetti dell’ U-niverso , ed a’ loro differenti usi, annunziadunque l’ampiezzade’diritti dell’uomo .-enonsolamente ella mette gli animali molt’ al disot-to di lui, ma fa che l’uomo sia la sola immagi-ne di Dio, che trovisi sopra la terra.
Il merito della parola non consiste ne! suonoo strepito, ma nell’universalità della significa-zione . L’uomo può esprimere molto diversa-mente il suo pensiero : Filotette mostrando colpiede il luogo dov’erano le freccie d’Ercole ,fusenza dubbio infedele al suo amico, perché gliavea promesso di non dir mai, dovei’avea de-poste. Se farsi intendere è la stessa cosà cheparlare , si può dunque parlare col piede, colf
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