74 La Signoria deii’Uomo
sensi interdetto l’accesso. Convien , per quatit’egli pare, considerar per un insulto fatto allaragione il detto di queir Accademico, il qualeaffermò che gli anatomici, e tutti eziandio iFilosofi, rassomigliano a' cocchieri di piazza ,iquali traversano e chiamano col loro nome tut-te le strade di Parigi, ma che non entrano nel-le case . Ciò è verissimo, se parliamo d'un Fi-losofo il qual crede che le sue cognizioni fini-scano dove i suoi sensi nonhann’ altro da inse-gnarli . Ma lasciamo un simil metodo alle ani- jme volgari. Dove ci mancano i sensi, a chi se |non alla ragione s’ aspetta di supplire, e di sco-prire il restante ? E non è forse vero, che perobbligarla a camminar sola, gli sono stati dati |i sensi in un grado meno perfetto , che a parec- Ichi animali? Un uccello discerne su la terraun grano, che è impercettibile a noi. Che fipuò mai paragonare ali’odorato del cane e de-gli uccelli da preda ? Quanto non è acuto l'li-stilo de’gatti, a’ quali il menomo leggiero mo-to d’un topolino è sensibile ? E perche dunqueinnalzeremo l’uomo a cagion de’suoi sensi, ne'quali egli è inferiore agli animali, in luogo diesaltarlo dal lato della Filosofia puramente in- Itellettuale, nel che non ha il suo simile? Que- 1stc sono le perpetue opposizioni che ci vengon ifatte. |
Onori chi vuole la Filosofia puramente in- jtellettuale; noi qui facciam 1 elogio dcll’uomo, 1
e crediamo di dover prendere la materia diquest’elogio da’reali suoi vantaggi, più tosto iche dalla facoltà d’avere belli sogni, e di fare si-stemi indipendenti dai sensi. Noi pigliam l’uo-mo com’eglièy e troviamo che il vero e giu-sto