Trattenimento IV. 73
a cui egli possa aver relazione, é sempre veroV che per mezzo del senso ne giudichiamo. La:# ragione senza quesl’ ajuto non ne può giudicareâ se non temerariamente, poiché ella stessa , do-si® po d’essersene informata col mezzo dei sensi ,lì non ne può far intendere circostanza alcuna aoli' coloro che sonò o privi degli organi adatti aip questo discernimento, o che son collocati fuorài. della sfera d‘azione, per 1’ esercizio de’loroâ sensi.
dfjl In luogo d’Un esempio se ne possono produrofc dieci mila, che mostrerebbono egualmente,iìom avventurarsi gran fatto la ragione umana , nelaiti voler camminar sola; ed ali’incontro operarella con prudenza, e conformemente al suo sta-li»' to, se aspetti, e riceva gli avvisi de' suoi sen-
hw ti men ti, che a lei servono di mezzi per una
èri costante ed universale rivelazione.
«gì! Guardiamoci però qui dal prendere un abba-imi glio, rendendo schiava la nostra ragione . lin-ài» perocché s’ella può fare delle scoperte senza 1'otto, ajuto de’sentì, non è giusto che si assegni està-(jé bilisca una giurisdizione per lei, e che i sensi)to ( ! n* abbiano un' altra ? Non sarebb’ egli un avvi-li, à lire la nostra ragione, si perspicace per altro,stan e si sublime, voler far dipendere la certezzadelle sue cognizioni usuali dalla relazione edall’ esperienza de’sensi ? Se ci sono stati datimfu perinstruirla, e per metterla in issato d'ope-(nji, rare, come poi sono i nostri sensi cotanto im-jf,!!, perfetti ? Col mezzo de’sensi nostri non cono-sciamo finalmente se non sesterno degli ogget-ti. e quando s ha a sviluppare i principjde’cor-jji» pi, 0 la struttura de’piccioli vasi, o fazionejjjj, meccanicadel più picciolo organo , n’ è a’:ni sen-