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Tomo nono.
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76 La Signoria dell 9 TJomO

nier, le mostre ed i saggi di tutt e quanto trà-smettefi ali uomo da un Polo sin ali altro. Do-po che i suoi sensi lhanno informato delle prò*prietà esterne e delle qualità effettive di cote-ste varie produzioni * egli si pone a raziocinareintorno aliapplicazione che può farsene: leparagona con altre , ó le perfeziona , una colmezzo dellaltra. Ne determina fuso," ed aquesta manieragli effetti ehegli osserva, glison tante guide per scoprirne di ntiovii Così idi lui sensi e la di lui ragione , la sua fisica ed ilsuo dominio, son fatti per avanzare e cresceredi concerto. Quei che li separano fanno talorgrande schiamazzo/ ma non sono più dentros ordine del Creatore : annunciano al loro se-colo scoperte, che son materia di riso nel seco-lo susseguente * La loro ragione fi perde e si di-legua, e il loro dominio sfugge loro dalle ma-ni < Leibnitz, ristretto nelle sue idee , mette âluce larmonia prestabilita, e le sue monadi*Van-Helmont promettendo a tutta terra lapermutazion de'metalli ,ed il rimedio univer-sale, di cui ha formato nella sua fantasia unideai sistema, passa senza effettuar niènte, e la-scia la sua famiglia nel più deplorabile stato.Descartes ha veduto nella sua ragione, foro edil ferro uscire dalla medesima massa di materiaomogenea: e Boerhaave ha veduto al contrarioin mille manipolazioni sensibili, che quel chenon è oro, non lo diventa mai, e che quel cheè mercurio, non cesserà inai d'esserlo.

Quantunque luomo fi a già molt obbliga toai sensi, dai quali ha ricevutoquant'eglr puòsapere nellordine del cielo, nel di fuori e sinnelle viscere della terra : ecco qui de nuovi fa-vo-