-8 LA Signoria xytiWoUó
presente; e può ella esercitare la sua prudenzao la sua industria sopra tutto quello che Dio haposto nel mondo. Ciò che a lei torna più in con-cio di sapere, o ciò eh'ella conosce bastante-mente per poterlo governare, lo impara daisensi : e non vi è per lei altro che incertezza etribolazione, quando racchiudesiin se stessa tS’accorge che di per sè ella non è se non tene-bre , e che tant’ è lungi eh’ ella debba spreca-re la relazione de’ suoi sentimenti, che il suostato esige il farne uso, e valersene come dimezzo, datole per sapere puntualmente qual-che cosa. Non farà dunque a se siesta , una Fi-sica, nè una storia , né una religione, ma lericeverà altronde i E’vero, eh’ella è quella,che osserva, che giudica, che opera , e che go-verna : ma con patto chei sensi non cestino d’essere i monitori, ed i ministri del suo gover-no. E’possono essere l’argomento delle que-rele d’un vano Filosofo, che suol cavar fuoridella sua sfera l’uomo. Ma un ingegno pru-dente , a cui fon noti i diritti ed i limiti dellaragione umana, confessa umilmente , e congratitudine, chei sensi tuttoché limitati nel-le lor relazioni, fono i primi sostegni del suodominio, e gì’istrumenti eziandio, co’qualiè chiamato alla salute t
TRAT-