H4 II Dominio dell’Uomo
alcune verità, sono queste o verità di niun uso,o pensieri che, dirò cori, sdrucciolano fu lementi de’più degli uomini , senza poter averviingressi). I tre corti Capitoli, che compongo-no il Sermone di Gesù Cristo sul monte, condare un certo animato vigore ad alcune pochema luminose verità, col mezzodì vive ed af-fettuose immagini, hanno più alla Società gio-vato, che tutte le Logiche del mondo, e vihanno posto mille volte più di aggiustatezza ,eadequatezza di sentimenti, e di raziociniche non ha mai fattola lunga e tediosa Metafi-lica di Lockc sopra l'Intendimento umano. E’stato errore di parecchi Dotti in tutti i secoli ,il voler disunire nelJ’uomo, ciò che Dio hastrettamente in lui connesso, il voler perfezio-nare una facoltà unica, separandola dall’altre,la compagnia delle quali è il suo vero ammini-colo e la sua perfezione.
La nostra ragione, cui hanno costoro pro-messo, di render atta a giudicare di tutto, ecapace disaminar ogni cosa, con l’ajuto del-le lor regole, siccome non è chiamata di na-tura sua a intender tutto, cosi non è obbliga-ta a spiegar tutto , e definir tutto. Può ella co-noscer Dio , conoscere uno spirito, una verità;con andar tentone, come si suol dire, e conaccertarsene, mediante il senso e sesperienza,qtttcrerc Deum fi forte attreEìent * Ma quando fivuol dire, che cosa sia Dio ec. non v’è più nèregola, nè astrazione, né meditazione che aiu-tino, che cooperino. Ell’èun’infruttuosâ im-presa volere, come ci lusinganoi Metafisici ,introdur la ragione nel più riposto degli Enti.
Dio
* Act. 17. r/.