Trattenimento IX. ii5
Dio l’ha riservato a se. Basta» a noi per lo piùconoscerli da’loro effetti, dalle lor relazionico'nostri bisogni, o colle nostre sensazioni ,ed anche da alcune simiglianze con altri effet-ti già noti. Ci stupiremo noi, se quando sitrattadi parlarne , ci son necessarie ,e comodeoltre modo le immagini ?
Voi volete parlar di Dio î Lo potete fare,secondo la più sublime ragione,considerandolocome quell’effere , che è il principio di tuttigli esseri, come la Causa universale, in cui ri-siede la potenza , la libertà, e Lordine. Questeidee, quantunque non ci fanno punto com-prendere, che cosa sia la divina natura, sonoesatte,nol neghiamo,sono piene di verità. Maessendo astratte, e poco sensibili, non ci mo-veranno mai con quella forza » con cui ci mo-vono quelle d’un padre o d’un giudice. Que-ste sono più atte a commovete utilmente lamoltitudine, e, al par delle prime, annunzia-no cose verissime e sodissime . 11 bisogno,!n cuisiamo di vìvere al presente, non con pure in-telligenze, ma tra corpi, e dipendentementeà una folla di legami materiali, rende gli usi»zj della Fantasia assolutamente necessari al no-stro stato. La Immaginazione, o Fantasia,ciparla delle cose, non secondo quello ch’ellenosono in se stesse, lo che per lo tempo presen-te , poco comporta; ma secondo Fintereste chenoi ci abbiamo. Qual interesse non abbiamnoi, per esempio, d’amare il nostro padre, e ditemere il nostro Giudice, piuttosto che medi-tare sopra Lente per se , e sopra Lente ucciden.taleì La ragione puramente filosofica, anchesenza dare nel falso, istruisce poco, perché el-
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