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to interiore * che abbiam rutti del nostro petifstero , del nostro corpo, dei corpi che ne cir-co rd ano, òdi questa indeclirtabil potenza,checi comunica con Un sì bellordindla percezionedssin medesimo Sóle, delle medésime rivolu-zioni annue , e del medésimo Universo,. Vi èalcuno di noi ché non abbia l’intimo sentimen-to del pensi e re o della risoluzione, che gli oc-cupa attualmente l’animo, e di quei principioattivo, che lo fa padrone di governare il suocorpo ? Ve alcuno che dubiti seriamente dell'esdtenza del suo proprio corpo , o di quelladella terra e del Cielo r" Chièchenon provi 1'àzionedi quella cagion dominante che sa sopradi noi, è nostro malgrado, impressioni costan-ti, e che tornano regolarmente in gitole stes-te ? Vogliamo poi darle, o non vogliamo, ilnome di Dio , riceviam nè più nè menoisuoifavori : e né più né meno proviamo i suoi col-pi senza potercene sottrarre.
Facciam che tutto Parigi , cioè presso chetin millione d’uomini, si disperga nella pianu-re di Grenelle: allora la cupola, ed il cam-panile delFOspital degl’lnvalidi, non sa sopradi loro attuale impressione ; e ciò nonostantedalla maniera uniforme ond'èglino ne favella-no, dedur possiamo , che tutti la vedono nellamedesima maniera, e che una medesima causaadopera sopra d’effi, e rappresenta loro le stes-se dimensioni, gli stessi colori, in somma chehanno tutti percolai cagione le stesse perce-zioni . Solamente alcuni di essi , più esercitatinella pratica e nel gusto delle proporzioni co-nósceranno^ daranno facilmente ad intendereagli altri, che non vi è bastante si mmetri a, e
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