i54 La Logica Usualé
le medesime idee convengono sensibilmentecon quella di commercio straniero ; questa me-na seco tutte le al ere. Con l’ajuto di queste in-termediate idee, universalmente provate,trovasi l’intelletto aver tutta la ragione di ac-cozzare strettamente il pensiero di felicitàpubblica, con quello di commercio straniero,eh’ è quello che da prima non si vedeva .
Dopo quest’ esame di superiorità di Cartagi-ne sopra Lacedemone, si può dubitare in Car-tagine, qualsia miglior consiglio, lasciare ilcomercio libero a tutti i particolari, o metter-lo nelle mani d’una Compagnia di mercanti,con proibizione agli altri Cittadini d’ingerir-vi li.
Ascoltiamo su tal proposito un Filosofo Gre-co, naturalizzato a Cartagine , dov’è statoammesso ad aprire scuola, solo a condizionedi ristringersi nelle dottrine usuali con ridurrela sua Filosofia alla Geometria, alle meccani-che, alla Navigazione, ed alla Storia natura-le. Egli è logico, ed ha per issopo di formareil raziocinio de’suoi discepoli: ma in vece d’insegnare una Logica astratta, che farebbe di-sertar la sua scuola, e lo metterebbe in dispare-re col,'magistrato, prende nel commercio stes-so , eh’ egli insegna, e nel gusto dominantedella Nazione, della quale è diventato mem-bro, gli esempi del metodo, eh’egli adopera,persuaso che l’abito di discorrere, ed i frequen-ti modelli dei buoni raziocini sono le migliorilezioni dell' arte di pensare.
Cercasi, die’egli, se fi ha da affigerel’ideadi ben pubblico aquellad’ un commercio per-fettamente libero, e senza riserva lasciato in
balia