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ballo. Lo spirito di questi risiede nelle lorogambe: eli vede facilmente, che ivi solo illoro {pirite si trova. Senza tanti sforzi un uo-mo ben allevato va e cammina più nobilmen-te di elio: perché è più naturale. Quegli-chevoleste disporre secondo le regole della Logicadella scuola , gli argomenti, ch’egli ha stasa-re sopra una materia propostagli ; rassomiglie-rebbe ad un fanciullo , che non parla latino ,se non con fare un’attenzione distinta alla ta-le o tal altra regola di grammatica. Questosforzo, a cui egli si legherebbe, raffreddereb-be il dì lui spirito, e lo farebbe travviare dalbu on sentiero , occupandolo meno nella suamateria, che nel metodo con cui procede aragionarvi.
Oltre di che è per isperienza noto, che 1’eloquenza e la persuasione inaridiscono, e siperdono su le labbra , le quali non s’aprono ,se non a’sillogistni. Noi conosciamo alcuni po-poli , che l’uso frequente del gergo sillogisticorende incapaci della Cattedra , o del Pulpito ,o della bigoncia.
Basta dunque, che lo spirito consideri atten-tamente il suo soggetto, e che s/avvezzi, so-pra qualunque cosa, a discernerà, se ciò checrede di vedere e Rapprendere,si^ strettamen-te legato con idee di comparazioni più netta-mente e chiaramente note, che la cosa eh’eivuol provare. Quest’ ultima regola è la reca-pitolazione di tutta la Logica. Quando non siè fedele nell’osservarla, accade spesso che «'in-traprenda di provare una cosa che è, per mez-zo di un altra che non vi ha relazione, e chenon è la prova di quella ; o, lo che pare an-cor
Conclu-sione eRecapi-tolazio-ne .