Trattinimento XIII. t^$
i® a! possesso. Se Dio ha fatto in nostro favore unarivelazione, e delle promesse ,-feci ha dato un>w maestrodi salute* e una eredità, la ragione nonà ce lo dice in un modo capace d’acquetarsi : matino non solamente ella può interrogare quelli che:té hanno e conservano il deposito, ma eli’ è di piùf,« avvertita e sollecitata di non restarsene nell’in-ita differenza per questo conto. La sua prudenzaiodi non consiste dunque a cercare nelle congetture*Hi se Dio si è manifestato, o come ha dovuto mani-ck> sedarsi ali’uman genere. V’ egli nn diposito« pubblico che conserva gli atti di questo grande
in» avvenimento: e quelli che dicono avere l’au-* torità di secolo in secolo, per petercelo an-imi nunziare, allegan’eglino de’fatti comprovatiper certi con monumenti ? Il deposito e la mis-tfii fìone de’depositarj sono bene attestati? Tutto si'(]«! riduce a questo punto: la ragione vi ci guida»> perniano, ed ell’ha, per infoimarcene,. unai di. folla di testimoni sensibili e ognor sussistenti .liti Cosi dunque la Grazia che fa il Cristiano, lotrai conduce per ragione ; ed è stranissima irragio-, eoa fievolezza , ascoltar Filosofi , che voglionoift con argomentazioni e in pregiudizio de’Fatti,•ji# o rapirci i nostri titoli, e la nostra aspettazione,» o riformare il deposito, con mettervi ciò chejit hanno cavato dal loro cerebro. La ragione Aonpuò niente contro la pubblicità degli archivi ;■0 ed ella è una condotta piena egualmente dij H ij bontà per il genere umano , che di sapienza e[in , di prudenza, l’avere impiegato un mezzo ss
proporzionato a’nostri bisogni. Il deposito cijjjj determina e ci acqueta tutti / e ignoranti, ejì faggi; e fino gli stessi depositari vi syn fogge t-i/it tari .
Lo-