«§-,
4
îilj!Ili*Ili Ss;'.
lli,iil fu
lili
«Iti
Idiiiii».B liilllitl
9
lèlSi.
iti,
CHii
, efe
<itp
mt.luttisili:i è’ipittoil»ÎKII
pii
#'
ifi-
Trattenimento XIII. 189
senza,il contegno, e sordine, che regnano nel-le di lui battaglie, profittar fi può delle cau-tele che le precedono , edell’ufo, eh’egli nesa fare, Fin dalla confessione de’suoi falli fipuò cavar molto profitto: l’isloria dà ad ognitratto lezioni utili, senza che paja ch’ella nefaccia mai. Questo è il metodo tenuto dallastessa Sapienza, quand* ella è venuta ad am-maestrare l’uomo, da està creato. In vece|d’impiegare ognora semplici massime, o precet-ti nudi e generali ; ama ella di far cercarequeste verità in un racconto, in una apparen-za di fatto. Quando propone ella un semina-tore, che gitta il grano in tèrre diversamentepreparate; quando un padre di famiglia, chemanda alla sua Vignargli operai, che trovapronti in diverse ore del giorno. Qua reca inmezzo un Figliuolo, il quale ritorna da'suoierrori in seno al padre, là un altro avveni-mento, di questa fatta, intelligibile a tutti,ed opportuno a far cercare la verità, che den-tro vi è involta. La Sapienza conosceva supe-ra sua, ed ha insegnato ali’uomo seconda lesue disposizioni.
Questa pratica vìensi ancora a provare uti-lissima, nello studio de’segni o delle parole,con le quali acquistiamo il mezzo d’intender-ci scambievolmente, e di far uso de’lumi diquelli, che ci hanno preceduto. Si può stu-diare le lingue in due maniere , o con la di-lettevole e costante frequentazione delle perso-nexbe parlano bene, e degli Autori che hannobene scritto; 0 con un lungo studio di tutte leregole generale alle quali s’ è procurato diriferire la struttura delle parti del difeor-